PINANGELO MARINO PER IL Mese del Documentario – Editoriale

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Nel tempo in cui il cinema documentario si impone come una vera e propria lingua nuova, forza rigenerante per un intero settore professionale, per il mondo culturale e politico di un paese, si deve cominciare a riconoscere proprio in quel tipo di immagine e di racconto della realtà che supera i confini di una definizione categorica, la traccia dell’incontro forse più vero, e talvolta più sofferto, che sta avvenendo tra l’individuo contemporaneo e il mondo circostante, profondamente trasformato. Affidandomi a questa convinzione nemmeno poi così radicale, ritengo di straordinaria importanza strategica la realizzazione di progetti condivisi di sostegno alle attività distributive, produttive, formative, ovvero al lavoro dei festival e delle realtà locali e internazionali che operano nel settore e che non a caso registrano un crescente interesse da parte della società.

La quarta edizione de Il Mese del Documentario nasce dalla volontà di iniettare nel sistema cinematografico e culturale, un insieme di nuove forme estetiche e narrative per un pubblico in divenire. Ciò riguarda la principale sfida che Il Mese del Documentario lancia quest’anno: produrre le basi perché una rete di realtà territoriali e internazionali possa agevolare una crescita significativa del pubblico della sala.

Gli otto film di questa quarta edizione, che concorrono al Premio del pubblico, sono tra quelli ritenuti più rappresentativi dei differenti approcci creativi e produttivi riconoscibili oggi, sono film del 2016 italiani e internazionali legati ai temi più attuali, non ancora distribuiti in Italia, che hanno ottenuto riscontri significativi in prestigiosi festival nazionali e internazionali.

Inutile aggiungere quanto importanti, o anche semplicemente belli siano per me questi titoli, fortemente desiderati e ottenuti grazie allo straordinario impegno dell’Associazione Doc/it, alla quale sono grato. Sono grato a tutto lo staff de Il Mese del Documentario che ha svolto un lavoro enorme in un tempo record, con premura e passione. Sono grato a Davide Morabito, che ha coordinato la realizzazione di questa edizione con determinazione e competenza.

Una nota importante va aggiunta riguardo alle Masterclass che sono state organizzate alla Casa del Cinema di Roma. Momenti di approfondimento che intersecano l’evoluzione del sistema produttivo e del linguaggio del cinema documentario contemporaneo più innovativo. Esse quest’anno completano l’offerta della manifestazione, suggerendo anche lo spunto per una riflessione ulteriore sui nuovi approcci formativi e divulgativi. Non è mia intenzione annoiare ulteriormente il lettore spiegando in questa sede i film e i contenuti della quarta edizione de Il Mese del Documentario. Al lettore desidero invece rivolgere l’invito a voltare pagina, consultare il programma e condividerlo con le persone con le quali ritiene opportuno farlo. Partecipare a questa nuova edizione scegliendo i film da vedere, raggiungendo le sale, frequentando le Masterclass. Sono sicuro che tutti i film e gli incontri susciteranno discussioni, riflessioni e dialogo con gli ospiti e i moderatori là dove saranno presenti, oppure tra il pubblico al termine delle proiezioni.

Sono sicuro che Il Mese del Documentario troverà le energie, le risorse e il sostegno dei territori per ampliarsi e strutturarsi ancora meglio in futuro. La sigla di quest’anno, che raffigura una donna che danza in fondo a un oceano al quale sembra appartenere, realizzata in animazione dall’artista Massimo Ottoni, vuole suggerire che è forse giunto il tempo di far migrare le pretese da un cinema della realtà, che deve dire, a un cinema della Vita, che vuole vedere.

Pinangelo Marino
Mese del Documentario (Gennaio/Febbraio 2017)
Introduzione del Direttore Artistico

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